domenica, 15 novembre 2009

Non ho mai tirato il freno d’emergenza








a Donatella






Per venire meglio, nella vita, mi sono messo di profilo. – Ogni occhio di ciclone ha la sua acqua vergine.

 


Dove io sono ostacolo, il mondo inciampa, io inciampo col mondo, tu mi rialzi. Ed è un eroismo ingenuo lo scoprirsi il cuore, quando le nostre voci non ammettono alcuna definizione della morte.

 


La fame di burrasca che ha il tuo ventre trasforma in foga ascensionale anche le mie parole. – Imparare dal vento la necessità di denudare gli alberi senza sradicarli.

 


La fame che ha il mio corpo della tua lingua-erpice. La gioia che provano le mani a non smarrirsi nella presa. La voglia di amare il fuoco graziando anche le ceneri. – Serrato, accolto, ligio all’acqua sonora dei tuoi occhi. Non ho mai tirato il freno d’emergenza.



Le stelle, viste dalla Terra, hanno la capacità di brillare anche da morte. – Giorno dopo giorno, rendiamo alito e corpo all’incessante ricombinamento della materia. Vita-morte, morte-vita, flusso e disastro della carne “spiritata”, naufragio del discorso. Certe prospettive, lungi dallo stabilirci in un’idea, conservano ai miei occhi un qualcosa di commovente. È qui che balena e si assolve la bellezza, la poesia residuale che ancora attribuisco agli umani.






*  *  *



Ricordo, a chi volesse acquistare una copia del mio ultimo libro
,
che mi si può contattare tramite un pvt su Splinder
oppure scrivendomi a: mangone.carmine@gmail.com
In alternativa, lo comprate su IBS o in libreria (distribuzione NdA).



Scritto da Maldoror67 | alle ore 21:56

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martedì, 03 novembre 2009

Voglio regalarti un'insurrezione al chiaro di luna



a Donatella



Furioso e innamorato. Non riesco a scindere. Non sono dialettico. L’idea stessa di equilibrio mi diventa innaturale. Colgo così ogni ansimo incerto e lo trasformo in scirocco.

 


L’ulteriore che mi aliti addosso è la più vera tra le vite che sono nostre. Non oltraggerò l’aria coi miei affanni. Non farò del mio corpo una pretesa esangue. In te, ripongo la sfida capitale di ciò che mi riconduce a casa ogni volta.

 


Celebrando l’esorbitanza, hai vergato sulla tua pelle un dolore senza peccato. La vera arte sta nel curare la vita col suo stesso sangue.

 


Ho adempiuto alla gravità delle cose. – Irriflessivo, cocciuto. Giungo all’affronto delle tue cosce.

 


Rampa di spezie la tua schiena. S’inarca come preda ingorda lungo il crinale del giorno. – Ed io occhieggio, sedato, al minimo incanto che ci tiene.

 


“Oltre” è la parola tua. – Prenderne atto. Sgominare il verbo che ci zavorra.





 



Scritto da Maldoror67 | alle ore 20:21

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martedì, 27 ottobre 2009

Riarmo il “ti amo”









a Donatella




Procedere con un altro me stesso. Lanciarmi senza posa all’esterno dell’avverbio “oltre”. – Insieme a te, riarmo il “ti amo”.

 


Il movimento dell’intelligenza non cambia la forma dell’essenziale, quando quest’ultimo si fonda sulla violenza dell’unicità che afferma il vivente. – Accetto e ricreo i luoghi comuni della quotidianità solo se divengono, almeno a sprazzi, i luoghi di una Comune passionale dove condividere e sviluppare l’ingovernabile, l’immanenza dell’oltre, la possibilità di una vita acerrima.

 


L'acqua che fa il cielo quando ride. Il sapore che ha la pelle dopo l’amore. La strada che ho preso per non mentirmi. La rabbia che provo se frana il sorriso. E ben altro ancora che dirò solo in fondo al tuo corpo.

 


La valanga seduce i fianchi della montagna portando a valle una teoria di amorose rapine. Si sommerge anche la morte, a furia di prorompere contro la banalità della vita. Ogni mano tesa ha una sorella che l’attende. Sta a noi urtare contro gli spigoli del destino senza farci male.




Scritto da Maldoror67 | alle ore 17:41

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giovedì, 22 ottobre 2009

Abbiamo bisogno di miliziani dell’amore, non di poeti




a Donatella





Dalle mie parti si raddoppia sempre tutto. E si torna spesso all’origine partendo dagli estremi. – Ammore, ammuína. La lettera iniziale-iniziatica che apre tutto: materia, alfabeto, insurrezione; sposata alla doppia emme che richiama la fecondità del disordine, lo spirito molteplice della vita.

 


Scampoli di bellezza si abbattono sulla sera impervia. Concedersi senza remore alla premura di un avverbio come “perdutamente”.

 


Questo strapotere della morte che si sfalda intorno alla violenza d’un bacio. – Ho sognato le tue labbra e mi si è infranta la notte.

 


Per tenermi addosso il tuo odore anche domani, nego il socialismo riformista dell’igiene e differisco superbamente le pretese prosaiche dell’acqua. – La vera poesia è sempre sporca d’amore.

 


Aggredisco sfumature e mi balocco con l’oscenità di un rigore indisponente. – Staccare degli stupidi petali da una stupida margherita non ha mai fatto l’amore. Non per me. – Le tue labbra tumide, l’ingiunzione di un rossetto mai abbastanza sfacciato per il nostro tumulto.

 


Mi piace pensare all’idea dell’amore – e al suo avvento – come ad un’alterazione del destino, ad una poesia incurabile del mio tempo biologico.

 


Ormai adopero sempre le stesse parole: poesia, amore, anarchia. Ma che volete farci?, sono un entusiasta cronico, un barbaro agrimensore dell’inconsulto, poeticamente quasi autistico e senza più speranza.





Scritto da Maldoror67 | alle ore 20:27

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mercoledì, 30 settembre 2009

Intervista su Delirio.NET








Sono stato intervistato da Eliselle - che ringrazio di tutto cuore - per il portale Delirio.NET



Scritto da Maldoror67 | alle ore 17:35

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sabato, 29 agosto 2009

Noi, dedalo, carne











Qui di seguito, miei cari amici, potrete leggere quattro testi tratti da altrettante mie opere.

Il primo è una breve poesia estratta dall’ultimo libro, mai apparsa prima sui miei spazi web.

Il secondo è stato uno dei primi scritti pubblicati su questo blog nell'autunno 2006, testo poi confluito in Al centro esatto dello stupore.

Gli altri due, invece, sono tratti dalle mie prime due raccolte ufficiali, opere ormai non più disponibili da anni.

 

 

 

 

*   *   *

 

 

Noi, dedalo, carne

 

nessun corpo si rapprenda

alle foci del verbo

 

amandoti

scongiuro la forbice

 

nudo sulla terra nuda

accolgo il mondo e ne faccio vanto

 

nessun dubbio sull’acqua che mi porgi

sentenza di vita è il tuo amore

 

 

 

Carmine Mangone, Mai troppo tardi per le fragole, L’orecchio di Van Gogh, 2009, p. 56.

 

[ Ricordo, a chi volesse acquistare una copia di
Mai troppo tardi per le fragole,
che mi si può contattare tramite un pvt su Splinder
oppure scrivendomi a: mangone.carmine@gmail.com
In alternativa, lo comprate su IBS o in libreria (distribuzione NdA). ]

 

 

 

 

*   *   *

 

 

Principi di frammentazione #1

 

Cosa c’è che non va nel fatto che l’umana congerie mi irrita sempre più e che volendo eluderla mi vedo costretto a strisciare sotto la mia mente?

Accolgo ormai solo la parte peggiore del verbo. La scremo e ne faccio piccole perle di vanagloria o nidi di lealtà occultati nell’ombra.

POCHI AMICI – MOLTO AMORE.

Sono senza speranza. Lo so. Il che non vuol dire che io sia disperato. Tutt’altro. Ho solo voglia che qualcuno venga a dirmi qualcosa d’intelligente. Assai improbabile, no?

 

 

 

Carmine Mangone e Valentina Mosca, Al centro esatto dello stupore, PesaNerviPress, 2007, p. 29.


[ Per la cronaca, restano ancora meno di una decina di copie di
Al centro esatto dello stupore. Poi il libro può dirsi ufficialmente
esaurito! ]

 

 

 

*   *   *

 

 

agirà l’idea di

una distruzione felice e di

neri stendardi e athanor matrice

in come dubbio seguitando

la genia fottuta dei mercanti

 

 

 

Carmine Mangone, Incastrato tra fuoco e lacrime, City Lights Italia, 1998, p. 40.

 

 

 

 

*   *   *

 

 

Per superare il solstizio d’estate

e la troppa luce

ecco –

un banale incidente del desiderio

come quando (non so

non voglio sapere

io mento)

di quel dio

degli altri il mio

infischiarmene

 

ma non degli occhi pieni di lacrime

 

 

 

Carmine Mangone, Anche ieri ho dimenticato di morire, TraccEdizioni, 1993, p. 24.

 

Scritto da Maldoror67 | alle ore 17:56

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mercoledì, 05 agosto 2009

Quando mi fai l’amore in bocca





rendo grazie alla vita

quando mi fai l’amore in

bocca fino a venirmi

 


mi strazio di desiderio

se mi esasperi il sangue

 


mia ninfa del bel tempo

mia zoccola e nutrice

 



t’infilo la lingua in bocca con

tutti gli aggettivi del mio cazzo

ma il tuo culo

disturba l’esistenza stessa delle parole

e infonde luce a tutta la stanza

 


[ se ti leggo Char

poi me lo fai un pompino? ]

 




Carmine Mangone, Mai troppo tardi per le fragole,

Edizioni L'Orecchio di Van Gogh, 2009, p. 58.








*   *   *



Ringrazio di cuore Marco di Gregorio degli ELETTROFANTI per il bel
frammento sonoro che impreziosisce uno dei testi più carnali e
"forti" del  mio ultimo libro.

il brano lo scaricate qui.

 

Scritto da Maldoror67 | alle ore 21:03

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venerdì, 01 maggio 2009

Struggimento



Giovedì 7 maggio 2009 h 18
in streaming su
Radio Flo



Philosophy For Children

Al centro esatto dell'Ibridazione
di Andy Violet

feat. Carmine Mangone




>>> Qui scaricate l'archivio rar con le sei tracce audio che io e i miei amici abbiamo assemblato per la trasmissione di Andy <<< 


*** MAI TROPPO TARDI PER LE FRAGOLE ***
testi & voce _ Carmine Mangone


1. PNG :: LA COMUNITÀ INGOVERNABILE _ [ electronics: Roberto Belli, aka nihilNONorgan ] _ 3.00

2. C. Mangone :: QUANDO MI FAI L'AMORE IN BOCCA _ 0.39

3. C. Mangone + Stefano Giaccone _ [ live, Libreria City Lights Italia, Firenze, maggio 1998 :: sax: S. Giaccone ] _ 3.36

4. C. Mangone :: KISS ME, I'M AN ANARCHIST _ 0.32

5. PNG :: STRUGGLE / STRUGGIMENTO _ [ electronics: Systems ] _ 2.46

6. C. Mangone + Doublas :: SENTENZE DI VITA _ [ electronics: Doublas ] _ 1.52




*   *   *

Struggimento


ci sono voci che non tornano

ganci cui non si appende nulla

alberi che cadono laggiù nella foresta delle viscere

nessuno li sente morire

nessuno li vede

ma fanno un rumore assordante che

turba gli uccelli del paradiso [ e anche gli

angeli dell’inferno ]

nessuno li vede no

ma trema anche la luna

e il cuore della terra salta un battito

 


le radici di quegli alberi hanno la forma delle

mani fra i tuoi capelli

la forma delle vene sulla neve

la forma degli aquiloni

persi per sempre nei tuoi occhi


Carmine Mangone, MAI TROPPO TARDI PER LE FRAGOLE, Edizioni L'Orecchio di Van Gogh, 2009, p. 57.




*   *   *



Ringrazio Stofia Thompson per aver parlato di me sul suo STOFIAWORLD in termini anche fin troppo entusiastici.

 

 

Scritto da Maldoror67 | alle ore 20:58

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lunedì, 20 aprile 2009

Intervista su Mangialibri e recensioni a MAI TROPPO TARDI PER LE FRAGOLE



Recensione di Cristiana Formetta su Cooletto.com al mio Mai troppo tardi per le fragole.

Recensione al libro e intervista rilasciata a Gian Paolo Grattarola per il portale Mangialibri.

 



*   *   *



Prossimi reading e presentazioni di MAI TROPPO TARDI PER LE FRAGOLE:


Ancona, giovedì 23 aprile h 18
Bistrot GnaooGatti
Via Beccheria, 3


Falconara Marittima (AN), giovedì 23 aprile h 21
L'orecchio di Van Gogh
Via Leopardi, 21/b





Rimini
, venerdì 24 aprile h 21

Libreria Indipentente|mente
Via di Duccio, 26





Scritto da Maldoror67 | alle ore 13:09

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giovedì, 16 aprile 2009

Il culo non è dialettico, ma la dialettica non è una legge.




«Ma voi amate la filosofia, possedete un bellissimo controsenso, un uso, una finezza nel controsenso e un calore nel rectum che mi fanno andare assai d’accordo con voi» (D.A.F. de Sade).

A partire dalla sua comparsa, il culo rappresenta una crisi, la crisi della pubblicità (intesa qui come scena del dominio pubblico); crisi che pone da subito l’alienazione del corpo in un buco e, parimenti, la sua realizzazione, sempre differita, nella violazione delle cose che ne impongono l’occultamento.

 

La soggettività del culo non è altro che il rovesciamento delle idee false sulla storia del corpo.

Bisognerà insorgere senza posa contro l’opinione che esige che lo svelarsi del culo sia inadatto al moto del pensiero. Il culo non è dialettico, ma la dialettica non è una legge.

Il dinamismo del pensiero critico può essere soltanto l’intelligenza nello sfiorarsi o sfregarsi dei corpi, ossia l’intelligenza che viene agli uomini mentre essi vengono consapevolmente al corpo dell’altro.

 

Il venire alla luce dell’ano è il rimosso storico e biografico della natura che irrompe, o meglio: il momento in cui il divenire dell’attività cosciente dell’uomo si focalizza intorno a un addensamento del rimosso. È come se la realtà del corpo diventasse ancora più reale attraverso l’intimidazione fatta dal buco del culo a tutto ciò che lo scredita.

 

Smentendo il rapporto ideologico che il corpo moderno ha con la sua natura, il culo richiama incessantemente la tensione, il controsenso dell’essere nei confronti dell’irrealtà che lo evoca senza stimarlo.


Carmine Mangone, MAI TROPPO TARDI PER LE FRAGOLE, Edizioni L'Orecchio di Van Gogh, 2009, pp. 75-76.


Scritto da Maldoror67 | alle ore 17:09

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domenica, 15 marzo 2009

MAI TROPPO TARDI PER LE FRAGOLE









Carmine Mangone

MAI TROPPO TARDI PER LE FRAGOLE

 

con un’appendice “amorosa” di Valentina Mosca

 

Edizioni L’orecchio di Van Gogh

[Distribuzione NdA]

 

ISBN: 9788887487565

pp. 96, euro 12

 

 

L’amore non è un’ampia eventualità. L’amore è il risultato di un progetto. Di una tenerezza nuova verso le forme-di-vita. Di una rivolta consapevole (e ironica) contro il mondo che ne osteggia da sempre gli aspetti dirompenti.

Questo libro è un percorso accidentato e magnifico attraverso l’unicità di un amore. Le poesie e gli aforismi che lo compongono si rincorrono, si tengono per mano da una pagina all’altra per testimoniare – e affermare con decisione – la possibilità di un’intesa totale tra gli umani. Intesa che si vuole anche “politica”, in quanto portatrice di precise e ingovernabili istanze del cuore.

Per chi non sopporta la poesia debole dei nostri tempi, qui c’è una moltitudine di scintille per avvampare di bellezza il mondo. Parole che vi sembreranno fuori luogo, proprio perché non inciampano nei luoghi comuni del sentimento.

 

L’Autore:

Carmine Mangone è nato a Salerno nel 1967. Poeta e performer, amante a tempo pieno e dottore in qualcosa, ha ormai alle spalle una dozzina di pubblicazioni e decine di reading. È stato traduttore di Péret, Blanchot, Lautréamont, Mansour. Non ama i poeti che “poètano” e basta. Ha letto troppi libri. Sogna di rimanere umano tutta la vita. Non ha più paura di sorridere agli altri.

 

* * *

 

Un grazie di cuore a Marco Refe di OVG per l’amicizia e la fiducia, a Andy Violet per lo splendido artwork di copertina, a Roberto Marinelli per aver contestualizzato magnificamente il lavoro di Andy e un saluto affettuoso alla donna senza la quale queste “fragole” non avrebbero avuto lo stesso sapore.

 

* * *


 

Il volume lo potete richiedere direttamente a me con un pvt o inviando una mail a: mangone.carmine@gmail.com; in alternativa all'editore L'orecchio di Van Gogh, oppure potete acquistarlo nelle maggiori librerie o presso gli spazi legati al circuito Interno 4.


 

Scritto da Maldoror67 | alle ore 19:37

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giovedì, 05 marzo 2009

...dalla postfazione a NON FINIRĂ€ MAI di Roberto Belli


 

Roberto Belli
(aka nihilNONorgan)

N O N   F I N I R À   M A I

con appendice "faziosa" di Carmine Mangone

PESANERVIPRESS
ISBN: 978-88-903112-4-6
96 pagine, euro 8








Carmine Mangone

[ La poesia non si cicatrizza. S’imbeve di vita. Esplode. ]

 


(...)


La comunità del cuore, pur restando negazione dell’isolamento, è amore della soglia, dell’attraversamento – quindi: condivisione amorosa di affinità e limiti in un mondo senza più centro, né cause, né difese.


(...)

 

Troppe parole difficili sulla poesia. Quindi sono verosimilmente le parole giuste. [ Poesia, giudizio, unicità degli stessi. Dove trovare il bandolo del pensiero in idee simili, se non al di qua del male? ].

Mi chiedo però quanto il bello – degenere fondamento della poesia – sia ormai una mera stratificazione di trucchi, di make-up estetici raffazzonati, quantunque assolutamente necessari per mascherare la morte socialmente diffusa e che si tenta di esorcizzare o nascondere perché incapaci di farla rientrare nella “normalità” sempre più inorganica della vita quotidiana.

 

(...) 

  

L’amicizia, l’amore – questo differire dal mondo prosaico, appartenendo alla comunità del cuore e solo ad essa – inerenza alla lieve saggezza di un pensiero fertile – che mai sarà aderenza alla mera idea dell’affetto (sterile come tutte le idee, se non viene corroborata dal senso e dal sangue) – l’amicizia, l’amore, è ciò che non si compie mai, sempre irrisolto, sciolto, dislocato – e dove ogni definizione rimane bella quanto vana: inesausto percorso delle passioni, abuso volontario del senso, indomita carne della volontà.


(...)

 

Post scriptum:

 

c’è molto amore nelle parole di Roberto Belli – e se non ne riscontrate affatto, siete in terribile difetto, voi e il male di vivere che vi portate dentro.

Ci sono parole scolpite nella carne che non hanno bisogno dell’abitudine. E l’eloquenza del mondo andrà cercata e mirata in ciò che manca e mancherà sempre. Apertura decisiva sui corpi da completare. Notte nera. Sentenza di vita che è l’amore.



Scritto da Maldoror67 | alle ore 18:55

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martedì, 07 ottobre 2008

Al centro esatto dello stupore




Care amiche, cari amici,
un anno fa usciva Al centro esatto dello stupore per PesaNerviPress, libro che raccoglie i testi poetici e aforistici di quella che io definisco scherzosamente (ma fino ad un certo punto) la "fase eroica" dell'amore tra me e Valentina Mosca.
Il libro è ormai giunto alla seconda tiratura della prima edizione e credo che, di questo passo, potremmo farne una terza entro la primavera del 2009.
Per invogliare coloro che non lo hanno ancora acquistato (marrani!), riporto qui di seguito qualche estratto significativo, oltre naturalmente ai dati essenziali sul libro e sul suo acquisto.





VALENTINA MOSCA


Arriva la marea

Mi lascio sommergere

Non resisto

Ondeggio autisticamente

Sui lembi di parole che odorano di fine

Lo strazio lacerato della morte di una possibilità

Di

Stare

Ancora

Eppure cammino leggera

Su queste strade di piombo

Sarà che ho piedi allenati

E occhi adeguati all’abisso

Sarà che a quest’ora della sera

È follia che oltraggia

Il gelo in cui mi ero avvolta

Bozzolo di ghiaccio

Tumulo stretto del non/sentire

Forse è che

Qualunque sia la strada

Ho deciso di percorrerla a testa alta.

Mi ustiono di vita.

Alla fine.

 

 

*

 

 

Come fremito d'acqua

Scivolo lenta

Per lambirti.

Grembo liquido

Mi faccio cerchio

Per comprenderti.

 

Non appronterò difese

Sarò morbida

Come neve nuova

Brava bambina col vestito bianco

Zoccola deliziosa di labbra tumide

 

Lascia che io percorra le tue vene

Leggera.

La tassonomia precisa dei miei passi

Ti starà d’incanto, amore mio.




CARMINE MANGONE

(...)

Qualunque sia la strada. È detto.

Perché noi siamo come scintille che cercano l’incendio.Perché noi cancelliamo il mondo per rifarlo nella commozione e nel furore. Perché noi siamo il destino.

In una mente ingombra di pensieri neri, ho lottato contro me stesso. Vagavo tra parola e parola e avevo giorni nati già morti. Disperato. Disposto a sanguinare anche solo per un briciolo di vita buona. Disperato, sì, come non mai. Alla ricerca della poesia definitiva. In balìa di un’intelligenza in rovine. Finendo ogni volta per incagliarmi nei sorrisi mancati, nel patetico travaglio di una perdita costante.

Finché.

Un’improvvisa apertura. E meraviglie.

Mi permisero di fugare la morte.

Di scarcerare gli occhi.

Di nutrire l’azzardo.



*



metti pure una virgola dopo la tua fica

amore

ma vieni a mordere questa dura necessità

ho bisogno della tua bocca

del tuo culo

del tuo mondo devastato dal desiderio

incendio puro

il mio cazzo che freme

apri le gambe

che ti chiavo d’eterno

spalanca le cosce

dilata il giorno

e affondami nel tuo succo che

sa di mare

di sottobosco in fiamme

di festa carnale

voglio la tua fica imbandita

la tua fica che mi perverte e annienta

sono il tuo lupo

il tuo cane che sbava sul corpo del mondo

tu femmina altera

fanatica matrice di stelle

lascia che io ponga fra te e l’eternità

i miei occhi che friggono

nella nostra oasi d’incanto





Valentina Mosca :: Carmine Mangone

AL CENTRO ESATTO DELLO STUPORE

PesaNerviPress


prefazioni di:
Orsarossa
Roberto Belli/nihilNONorgan

postfazione di:
Arnaldo Pontis






ottobre 2007, pp. 152
ISBN 978-88-903112-0-8

una copia: euro 10 [dieci]
tre copie: euro 20 [venti]
cinque copie: euro 35 [trentacinque]
* spese postali incluse *


Per acquisti e info sulle modalità di pagamento inviatemi un PVT o scrivete a mangone.carmine@gmail.com



Ogni coppia di amanti, se dimora nel vero, è una Comune e anche una macchina da guerra. Sul bordo che li circonda si sta sempre come danzando sull’orlo del precipizio.
dalla prefazione di Orsarossa

perché è l'amore che fa solide le cose qui le _  rileva come canto come _ insurrezione come _ sostanza provocata dell’esistenza | la potenza di un corpo è dettata dall’amore _ è qui che si mortifica il rispecchiamento dell’esistente la _ spettacolarizzazione del tempo smaterializzato | la grossolanità della fede e il credo nei riguardi di tutte le dottrine | qui si mortifica il presente _ la condizione del dilettantismo della vita priva di furore | qui l’amore è il coraggio di aver disprezzo per la società
dalla prefazione di nihilNONorgan

Questi scritti sono sesso e sangue, sono cuore e ventricoli di luce, sono membro d’uomo che s’alza e spinge e cavità di donna che lo contiene.
Sono corpi senza maniere, corpi lamiere e macchine perfette, fatte di carne ardente per la recita finale della poesia furente.
dalla postfazione di Arnaldo Pontis


un ringraziamento speciale a:

CRISTIANA FORMETTA

senza la cui amicizia e "follia"
questo libro avrebbe visto la luce chissà quando.

Invito tutti i nostri amici di Splinder a sostenere Cristiana e la PesaNerviPress :: una nuova voce di libertà e coraggio nell'asfittico panorama culturale dei nostri giorni. Grazie.

Scritto da Maldoror67 | alle ore 11:55

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martedì, 17 ottobre 2006

Captatio malevolentiae


La poesia annaspa. Le parole sono troppe. La verità è un ridicolo campo di battaglia.
Ma ciò in cui credevo non è da considerare un patetico brandello di memoria.
I pochi che sanno, gli amici che resistono gioendo anche col freddo - e soprattutto quell'amore colmo di rigore che mi ha portato ad essere umano - tutto ciò ha ancora un senso e non morirà con me.

Scritto da Maldoror67 | alle ore 16:17

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Utente: Maldoror67
Nome: CARMINE MANGONE
*per una scienza erotica e faziosa, per una conoscenza estetica della materia, per il cruccio sovrano di un'insurrezione carnale*






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